Riprendiamo il cammino ed ecco che, in un batter d’occhio, sarete alle porte di Notaresco: arroccato su una collina e caratterizzato da un clima ideale, questo comune di collina ha un centro storico davvero affascinante. Una delle cose che dovete assolutamente visitare è la Neviera: nel centro storico, all'interno di un prestigioso ristorante con alloggi, un piccolo miracolo di ingegneria, pensato per mantenere al fresco, nella neve, carne e vivande.

Usciamo dal paese di Notaresco per dirigerci, attraverso gli uliveti tortiglioni che ci circondano, verso Canzano: inutile dirvi che questa tappa, oltre ad essere caratterizzata per sue bellezze artistiche e naturali, è incentrata sulla buona tavola.

Canzano è, infatti, un antichissimo borgo con un centro storico molto particolare: anche qui, infatti, si snoda sotto terra un intreccio di grotte e passaggi segreti che costituisce una sorta di paese silenzioso, sotto quelle che troviamo alla luce del sole. Ma, soprattutto, Canzano è nota per la sua specialità: un piatto unico al mondo, con un profumo delizioso e un sapore per veri intenditori. Il tacchino alla canzanese nasce a metà Ottocento e per puro caso: ci si rese conto, infatti, che il brodo del tacchino preparato la sera precedente diventava una sorta di gelatina, che rendeva la carne ancor più saporita. Oggi si utilizza un esemplare femmina che viene disossato e cotto per molte ore nel brodo, per essere poi servito con carote, zucchine e verdure sott’olio. Insieme, ovviamente, alla sua gelatina.

Dopo una sosta a tavola riprendiamo il cammino di buon passo e ci dirigiamo su e giù, per le colline dai pendii dolci, per arrivare a Teramo: ad accoglierci troveremo il Parco Fluviale del Tordino, il cui sentiero ci condurrà alla porte della città. Attraversata da due fiumi, sovrastata dal Gran Sasso, siamo pronti a esplorare questo centro così ricco di storia e dalle nobili origini. Teramo ha delle radici antichissime e riviverle è possibile ancora oggi attraverso i suoi siti archeologici, le sue chiese, i suoi musei: passeggiare tra le sue vie significa scoprire a ogni angolo un segno di una storia di contaminazioni e arte.

E anche qui non possiamo che suggerirvi di fermarvi in qualche osteria del posto per degustare le mazzarelle, involtini di coratella di agnello avvolta in foglie di indivia legati con budelline dello stesso agnello. Un piatto della tradizione contadina che rappresenta uno dei grandi classici della cucina teramana, da gustare la domenica di Pasqua: e, rifacendoci alla quotidianità contadina, vi consigliamo di tornare da queste parti la prima settimana di maggio per assaggiare le Virtù, la ricchissima minestra di primizie di stagione mischiate alle rimanenze della dispensa invernale. Un piatto propiziatorio per l’estate e riscoperto proprio negli ultimi anni.

  • Km

    34

  • Altitudine massima

    461 mt

  • Difficoltà

    Media

Il percorso